Intervista aI Ilaria Pernigotti
Nel romanzo il lettore entra nel mondo del teatro degli anni Trenta con una naturalezza sorprendente. Quanto lavoro di ricerca è stato necessario per trasformare un periodo storico così lontano in un ambiente vivo e credibile?
Il lettore entra con naturalezza nell’atmosfera del teatro, perché quello è stato il mio mondo fin dall’infanzia. Per l’ambientazione negli anni ‘30 mi sono rifatta ai film dell’epoca e tante informazioni comunque sono presenti nelle biografie, anche quelle su Fernandel. Per arrivare alla stesura di questo romanzo ci sono voluti poco più di due anni di studio, incentrati sulla vita e carriera di Fernandel.
Fernandel è una figura che molti ricordano soprattutto come Don Camillo. Il suo romanzo, invece, restituisce un artista molto più complesso. Qual era l’aspetto della sua personalità che desiderava riportare alla luce?
Più che un aspetto della personalità di Fernandel, ciò che mi ha spinto a scrivere questo romanzo è stato il voler far conoscere ai lettori la sua carriera. Non credo siano in molti a sapere che Fernandel prima che attore di cinema e teatro, fu cantante. Il successo di Fernandel in Italia arriva dopo il primo film della saga di Don Camillo, quindi nel 1952, ma Fernandel erano già vent’anni che calcava le scene nel mondo del cinema e quarantacinque anni quelle del teatro francese. Questo libro ha lo scopo fa conoscere gli esordi, quei momenti che, praticamente, nessun libro pubblicato in Italia ha mai raccontato.
llliria cresce artisticamente accanto a Fernandel, ma il loro rapporto non è soltanto quello tra un’attrice e un collega. Che tipo di legame ha voluto costruire tra questi due personaggi?
Illiria, come qualche altro personaggio inserito nel romanzo, è un personaggio di fantasia. Illiria ha lo scopo di accompagnare il lettore alla scoperta di Fernandel.
Illiria è un personaggio traghettatore, la cui storia s’incastra precisamente con la biografia ufficiale di Fernandel. Essendo un romanzo alcuni episodi sono stati inventati, ma rimangono verosimiglianti con quanto si può leggere nelle biografie ufficiali e coi personaggi che Fernandel ha interpretato nei suoi film. Tra Fernandel e Illiria nasce un’amicizia calorosa e sincera, facendo capire al lettore quanto per Fernandel fossero importanti i valori della famiglia e dell’amicizia. Fernandel non ha mai avuto un’amante è sempre rimasto fedele a sua moglie Henriette e da lei ha avuto tre figli: Janine, Josette e Franck.
Nel libro il teatro non è soltanto un palcoscenico, ma diventa un luogo di crescita, di incontro e di scoperta. Restando su questo tema, che rapporto ha con il teatro e in che modo questa esperienza ha influenzato il suo modo di raccontare una storia?
Come dicevo il teatro è stato il mio mondo per tanti anni, ne conosco gli aspetti belli e quelli meno belli. Conosco le paure e le speranze che frullano nella testa di un’artista in erba o poco sconosciuto e da tutto ciò è nato il personaggio di Illiria. Una ragazza dal carattere solare, fiero e determinato, pronta a stringere i denti pur di riuscire nei propri obiettivi.
Da lettrice prima ancora che da autrice, quali scrittori o quali opere ritiene abbiano contribuito maggiormente a formare il suo modo di raccontare una storia?
Pur amando i classici della letteratura, posso dire che lo scrittore a cui sto cercando attualmente d’ispirarmi sia Guareschi. Per la scrittura di questo romanzo ho tratto ispirazione dai personaggi interpretati da Fernandel nei film del decennio 1930-1940 e dalle sue biografie ufficiali.




