• Copertina del libro  di  Sofia Ciriello -  Edizione Nulla Die

    Sofia Ciriello – Gradi di separazione

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    Quando si è lontani, le parole sono l’unica forma di approssimazione possibile, e non ci si avvicina mai abbastanza. Non si può farlo. Qualcosa si perde, si teme di scomparire: i sei gradi di separazione che, secondo una teoria, legano ciascuna persona a un’altra, diventano infiniti.

     

    La silloge racconta il tentativo, mai finito, di colmare la distanza.

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  • Copertina del libro  di  Stefan Mocanu -  Edizione Nulla Die

    Stefan Mocanu – Disincanto programmato

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    Con queste liriche l’autore sembra collocare all’interno di una cornice onirica, personaggi e oggetti concretamente intesi, per il verso di un incessante mascheramento dei primi in presenze che rasentano l’astrazione e dei secondi in qualcosa di vitale ed estraneo al loro valore d’uso o collocazione nel repertorio del consueto. Egli denota piuttosto che connotare offre angoli di visuale eterocliti e ipnagogici, in un flusso vividissimo e icastico che risulta talvolta lene come un unguento guaritore, talvolta sanguigno e ruvido. Se la sua poetica fosse un quadro, sarebbe un quadro surrealista.

     

    Stefan Mocanu (Romania, Râmnicu Sărat , 30 gennaio 1967) compie studi nell’istituto tecnico “Stefan Cel Mare” con spiccate doti per le materie umanistiche. È poi membro della AZR (Associazione Giornalisti Rumeni) nella quale compie apprendistato al giornalismo; segretario di redazione e cofondatore della Società Culturale Doina, legata alla rivista omonima. Pubblica nel 1991 Il secolo delle allucinazioni. Trasferitosi in Italia da anni, torna alla poesia con Ossa di luce, Transeuropa. Dopo aver ottenuto pubblicazioni prestigiose in riviste letterarie, pubblica il presente volume.

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  • Copertina del libro  di  Stefano Caggiano -  Edizione Nulla Die

    Stefano Caggiano – Vuoto denso e luna abitata

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    Ci sono cose di cui non è possibile parlare “sensatamente”, eppure sono proprie queste le più urgenti da dire. Sono tali il senso di confine, di mondo, di esistenza, sentori diffusi di cui non è possibile affermare con certezza se corrispondano a reali profili dell’essere o non siano altro che allucinazioni cognitive. È la carne viva di questo dubbio, diamantino e irrisolvibile, a innervare questa raccolta di poesie, composizioni lievi e inesorabili levigate con un linguaggio semplice incline a raccogliersi intorno a idee fragili e indistruttibili come quelle di inizio, fine, nulla, non assimilabili al commercio linguistico quotidiano ma avvicinabili dalla parola poetica, apertamente inautentica e per questo titolata a dire l’indicibile.

     

    Stefano Caggiano è docente alla scuola di design Istituto Marangoni di Milano. Ha all’attivo centinaia di pubblicazioni critiche e dedicate al design. Con questa silloge esordisce nella poesia.

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  • Copertina del libro  di  Teresa Mariniello -  Edizione Nulla Die

    Teresa Mariniello – Poesia del cuore

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    Alla sua terza prova, Teresa Mariniello spinge più fondo l’acceleratore del cuore. Si dà meno pause, si concede meno paesaggi. Chi la conosce, troverà meno colori – i suoi colori viventi. Rarefatta anche l’atmosfera del suo Sud, solo di sfondo a certi ritratti della madre, vero filo rosso della raccolta. Eppure, non è un lavoro di sottrazione. A sottrarre ci ha pensato la falciatrice. Davanti a lei, allora, la poeta moltiplica le domande, affolla i suoi simboli, raccoglie accanto a sé i suoi Lari; rafforza spalti e difese e chiama il lettore a capire, a sentire, a muovere le proprie emozioni. Gli chiede di entrare in questa casa mormorante. Di non abbassare lo sguardo, di vigilare con lucide parole. E coraggiose.

    (r. c.)

     

    Teresa Mariniello è architetto. Ha vinto vari premi fra cui, per la poesia, Fiur’lini a Den Haag NL, Scrivere donna, Nuove scrittrici a Pescara. La prima raccolta poetica Caleidoscopio, pubblicata da Tracce, è segnalata al Premio internazionale Mario Luzi 2019, la seconda Stagioni vince il terzo Premio nazionale O. Pelagatti 2019.

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  • Copertina del libro  di  Thomas Usan -  Edizione Nulla Die

    Thomas Usan – Le lucciole

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    Le lucciole sono dei meravigliosi insetti che lo stesso Pier Paolo Pasolini usò come metafora per rappresentare la bellezza della natura che viene inghiottita dalla vorace modernità. Questi insetti prodigiosi, infatti, si sono ormai quasi estinti non solo in città, come ai tempi dell’intellettuale bolognese, ma anche nelle campagne, a causa dei forti mutamenti paesaggistici che l’Italia ha subito negli scorsi decenni. Ma oggi cosa sono le lucciole? Che possano essere degli esseri umani? Forse gli ultimi e gli emarginati che vengono divorati da una società malata? Forse sono gli attimi semplici che sempre meno ci sono concessi?

    O magari siamo noi stessi le lucciole?

     

     

    Thomas Usan è un giovane poeta e giornalista di Pigra sul lago di Como. Nel 2021 ha pubblicato con Nulla Die la sua prima silloge poetica Le vie per una Gerusalemme perduta.

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  • Copertina del libro  di  Thomas Usan -  Edizione Nulla Die

    Thomas Usan – Le vie per una Gerusalemme perduta

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    Dispersi, disorientati. Noi giovani di oggi siamo naufraghi e profughi di un tempo già trascorso, o meglio, figli di una Gerusalemme perduta. Siamo mutili di punti di riferimento, delle grandi ideologie e di figure intellettuali che ci spingano a riflettere. Le vie in cui siamo smarriti sono le stesse di ogni generazione: l’amore, le passioni, le ambizioni, le prime grandi riflessioni. La poesia stessa è spaesata, priva di metrica o di rime. Fino a quando, dopo una tormentata riflessione e la ricerca di qualche lontano modello, essa raccoglie i piccoli rimasugli, li mette insieme e va avanti, alla ricerca solitaria di una lontana verità, nella speranza di trovare la sua Gerusalemme.

     

     

    Thomas Usan è un giovane poeta italiano che risiede a Pigra, sul Lago di Como.

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  • Copertina del libro  di  Valentina Belgrado -  Edizione Nulla Die

    Valentina Belgrado – Roquefort

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    Già il Generale Charles de Gaulle si domandava: «come si può governare un Paese che conta duecentoquarantasei varietà di formaggio?»

    Una di queste varietà è il Roquefort, un formaggio a pasta compatta ma friabile, gradevolmente venato di sfumature bluastre ma fastidiosamente respingente per chi ha l’idiosincrasia visuale dei buchi sulle superfici (tripofobia); un formaggio salato e quasi amarognolo, che porta il nome dolcissimo e sinuoso di una località dell’Occitania, la patria della Lingua d’Oc.

    Un formaggio pieno di contraddizioni, dunque.

     

    Nata a Firenze nel 1975, Valentina Belgrado vive ai Castelli Romani con il marito e il figlio.

    Ha pubblicato poesie e racconti su riviste e antologie, recensioni a libri e film su riviste, e i romanzi Ius (eBook ©2017 Amazon Formato Kindle), Eloheinu (Nulla Die, 2018), Il gioco interrotto, finalista al Premio del Mare Marcello Guarnaccia (Nulla Die, 2019), Reborn (Nulla Die, 2019), Disforia (Ensemble, 2020).

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  • Copertina del libro  di  Victor Hugo -  Edizione Nulla Die

    Victor Hugo – I cavalieri erranti. Eviradnus, il piccolo re di Galizia

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    uesta pubblicazione colma un vuoto: permette di riscoprire un Victor Hugo inedito in Italia in veste di poeta. I Cavalieri erranti si compone di due testi in versi, Il piccolo re di Galizia ed Eviradnus, dove si narrano le gesta di Roland e dello stesso eroe che dà il titolo al poema. I protagonisti sono quelli che posseggono in loro la virtù del Bene, quella che permette di sconfiggere i mali che governano il mondo, grazie alla vicinanza a Dio del quale gli eroi si fanno mediatori. Si tratta di un’opera intensa e visionaria nella quale Hugo, che conosciamo essenzialmente come romanziere, ci mostra tutta la sua abilità poetica.

     

    Victor Hugo nasce a Besançon il 26 febbraio 1802 e muore a Parigi il 22 maggio 1885. Scrittore, poeta, drammaturgo e anche politico, è considerato il padre del Romanticismo francese. Conosciuto in particolare per il suo romanzo I miserabili, ha scritto anche numerose sillogi poetiche, come Le voci interioriLe orientali e La leggenda dei secoli.

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