Descrizione
Con La preghiera nascosta si chiude la trilogia Una vita: tante storie che l’Autore ha dedicato alla memoria di una piccola “civiltà” siciliana: quella della comunità dei massari degli altopiani iblei. In questo romanzo gli attori principali sono le nuove generazioni e le diverse realtà che essi vivono: le loro vicissitudini personali si intrecciano con la grande storia, nella modernità del secondo dopoguerra, tra il ’65 e il ’95 circa del secolo scorso.
I ricordi, l’analisi storica, i sentimenti, la realtà e la fantasia, soprattutto la speranza, tutto diventa narrazione coinvolgente: un inno d’amore per la vita e la bellezza, e per l’umanità. Come una grande preghiera sommessa e ostinata.
Carmelo Tumino nasce a Ragusa nel 1947. Laureato in Matematica e in Scienze Politiche, ha lavorato come insegnante e preside. È stato deputato all’Assemblea Regionale Siciliana per due legislature. Ha molteplici interessi, tra cui la scrittura. Per Nulla die ha pubblicato i romanzi: In lontananza si scorge il mare; Massaro Nanè; Don Fofò.









Salvatore Giordano Admin –
Con La preghiera nascosta, Carmelo Tumino conclude la trilogia Una vita: tante storie offrendo ai lettori un romanzo intenso, umano e attraversato da una profonda coscienza del tempo. Dopo In lontananza si scorge il mare e Massaro Nanè, questo terzo volume accompagna la famiglia Iacono attraverso le trasformazioni del dopoguerra, restituendo un affresco corale in cui la memoria personale e la storia collettiva si intrecciano senza mai sovrastarsi.
La trama riprende il filo delle generazioni precedenti e segue il cammino dei figli di Nanè e Saretta, impegnati a trovare il proprio posto in un mondo che cambia rapidamente: l’emigrazione, la modernizzazione della Sicilia, i mutamenti sociali, culturali e morali fanno da sfondo alle loro scelte e ai loro conflitti interiori. Tumino racconta questa transizione con delicatezza e rigore, evitando ogni retorica e lasciando che siano i gesti quotidiani, le relazioni e le piccole epifanie della vita familiare a dare spessore alla narrazione.
Tra i temi più forti emergono la fine della civiltà contadina, la ricerca di una nuova identità generazionale, il legame con la tradizione e la fede come bussola intima in un’epoca di incertezze. Il titolo richiama proprio questa dimensione sommessa e profonda: una “preghiera” che non è devozione esteriorizzata, ma dialogo interiore, memoria che resiste, dignità che continua a germogliare nonostante tutto.
Lo stile di Tumino si conferma limpido, elegante, capace di fondere il passo della saga familiare con un’attenzione quasi documentaria ai contesti sociali. L’uso equilibrato del dialetto, le descrizioni vivide dei paesaggi iblei e il ritmo narrativo disteso restituiscono un’atmosfera autentica, in cui il lettore può riconoscere sia la nostalgia di un mondo che scompare sia la speranza di un futuro da costruire. La prosa è matura, calda, costruita con una sintassi ricca che sa però farsi trasparente quando la scena richiede emozione e immediatezza.
La forza del romanzo sta nella sua capacità di parlare a pubblici diversi: agli appassionati di narrativa contemporanea attenta alla dimensione sociale; ai lettori che cercano storie familiari radicate nel territorio; a chi ama i romanzi che attraversano più generazioni, senza perdere di vista la profondità emotiva dei personaggi. Chi ha letto i precedenti volumi ritroverà qui un mondo coerente e compiuto; chi arriva per la prima volta all’opera di Tumino scoprirà un autore che sa tenere insieme tradizione e modernità con notevole equilibrio.
Con La preghiera nascosta Carmelo Tumino firma il suo romanzo più intenso, un’opera che chiude una trilogia ma apre, per il lettore, una riflessione più ampia sulla memoria, sul cambiamento e sulla forza silenziosa delle radici. È un libro che commuove senza cercare scorciatoie, che racconta senza giudicare, che lascia un’eco lunga, come una voce che continua a chiamare anche quando sembra lontana.
Recensione a cura di Salvatore Giordano