Descrizione
Un romanzo teso e luminoso sulla fragilità dei legami e sulla responsabilità dell’amore.
Adele non è più la donna che era. Da quando sua figlia non c’è più, il mondo le pesa addosso come un vestito bagnato: ogni gesto, ogni ricordo rimanda a una colpa che non riesce a nominare. Poi, una notte d’inverno, qualcuno bussa alla sua porta. È Nina, un’adolescente in fuga da una casa dove nessuno vuole vedere davvero ciò che accade. Tra le due nasce un legame fragile e necessario, che non è maternità né salvezza, ma una forma minima di resistenza. Uno spazio condiviso in cui due vite ferite imparano, lentamente, a restare. In Contrizione, Manuela Fanti racconta il lutto, la colpa e la possibilità di un riscatto imperfetto, senza retorica.
Manuela Fanti è autrice di Semplicemente complicato (Creativa, 2014), Ciatu miu (Nulla die, 2018), Eco dall’inferno (Words, 2022), L’odore della paura (Bertoni, 2023) e Chidda (Nulla die, 2025).








Salvatore Giordano Admin –
Recensione
Con Contrizione, Manuela Fanti torna a indagare le zone più fragili e complesse dell’esperienza umana, costruendo un romanzo intenso e misurato, capace di parlare al lettore senza mai cedere alla retorica. Al centro della narrazione c’è Adele, una donna segnata da una perdita che ha incrinato irreversibilmente il suo rapporto con il mondo. La sua esistenza sospesa viene improvvisamente attraversata dall’arrivo di Nina, un’adolescente in fuga da un contesto familiare opaco e doloroso. Da questo incontro nasce una relazione inattesa, difficile da definire e proprio per questo autentica, che si sviluppa lungo un equilibrio precario tra distanza e bisogno, diffidenza e riconoscimento.
Il romanzo si muove attorno a nuclei tematici di grande forza: il lutto e la colpa, la responsabilità affettiva, la possibilità — mai garantita — di una forma di riscatto. Fanti affronta questi temi con uno sguardo lucido, evitando semplificazioni psicologiche e lasciando che siano i gesti, i silenzi e le micro-variazioni emotive a costruire il senso profondo della storia. La contrizione, nel testo, non è mai un atto dichiarato, ma una tensione continua, una crepa attraverso cui si intravede, talvolta, una possibilità di trasformazione.
Lo stile è controllato, essenziale senza essere asciutto, capace di alternare momenti di forte intensità a passaggi più rarefatti, in cui il tempo sembra dilatarsi. L’atmosfera è sospesa, attraversata da una luce tenue che non cancella il dolore ma lo rende leggibile, condivisibile. In questo equilibrio tra densità emotiva e rigore formale risiede una delle qualità più riconoscibili della scrittura dell’autrice.
Rispetto alle opere precedenti, Contrizione conferma e al tempo stesso affina il percorso di Manuela Fanti: la sua voce appare qui più consapevole, più centrata, capace di sostenere una struttura narrativa solida senza rinunciare alla profondità psicologica. Il rapporto tra Adele e Nina rappresenta uno dei punti di maggiore forza del romanzo, per la sua autenticità e per la capacità di sottrarsi a schemi prevedibili.
Il libro si rivolge a lettori attenti alla dimensione interiore dei personaggi, a chi cerca nella narrativa non soltanto una storia, ma un’esperienza emotiva e riflessiva. È una lettura che richiede ascolto e restituisce, in cambio, una comprensione più sottile delle dinamiche affettive e delle possibilità, sempre fragili, di ricomposizione.
Contrizione è un romanzo che non offre risposte semplici, ma apre spazi di interrogazione. Ed è proprio in questa apertura che trova la sua forza più duratura.
Recensione a cura di Salvatore Giordano