Descrizione
In una Linguadoca sospesa tra passato e futuro, un movimento di poeti insorge contro il potere.
Il Partito dei Poeti, ispirato ai trovatori medievali, si solleva a mani nude per reclamare un’idea di unità fondata sulla parola e sulla libertà dello spirito. Ma la rivolta si trasforma in una guerra civile, e la linea che separa giustizia e fanatismo si fa sottile.
Rut, giovane spia del governo, viene incaricata di infiltrarsi tra i ribelli. L’incontro con i Figli della Luce e con Paride, il loro carismatico leader, la costringerà a guardare dentro sé stessa, fino a scegliere di tradire il potere per cui combatteva. Da pedina del regime a voce della resistenza, la sua metamorfosi segna il confine tra paura e consapevolezza, tra obbedienza e verità. Romanzo visionario e potente, Raccogliere il vento intreccia tensione narrativa e profondità simbolica, esplorando la parola come atto di libertà e di rivolta interiore. Un viaggio nella coscienza, dove la poesia diventa rivoluzione e la rivoluzione, finalmente, poesia.
Maria Luperini, giurista, scrittrice e pittrice, ha pubblicato poesie, racconti e romanzi. Gli ultimi sono Come spettri nel caligo (2022) e L’incantatore di angeli (2024).






Salvatore Giordano Admin –
Raccogliere il vento – Recensione
In una Linguadoca sospesa tra passato e futuro, attraversata da tensioni politiche e da un immaginario che fonde storia, mito e distopia, si muove il romanzo Raccogliere il vento di Maria Luperini, un’opera che sorprende per ambizione narrativa, respiro simbolico e profondità tematica.
Il libro racconta l’ascesa del Partito dei Poeti, un movimento ispirato ai trovatori medievali che tenta di restituire al Paese un’idea di unità fondata sulla parola, sulla memoria culturale e sulla libertà dello spirito. In questo scenario, l’azione del governo e la risposta dei ribelli accendono una guerra civile che sconvolge la regione e mette in crisi ogni certezza morale e politica.
Al centro della storia c’è Rut, giovane spia incaricata di infiltrarsi tra i ribelli per smantellarne l’organizzazione dall’interno. La sua missione, però, si trasforma presto in un viaggio di scoperta: l’incontro con i Figli della Luce e con la forza ideale che anima i poeti rivoluzionari la costringe a interrogare sé stessa, il proprio ruolo, il concetto stesso di lealtà.
L’evoluzione del personaggio è uno dei punti più riusciti del romanzo: Luperini costruisce un arco narrativo credibile e potente, in cui la trasformazione di Rut riflette il cuore tematico del libro — il conflitto tra obbedienza e coscienza, tra paura e verità, tra propaganda e parola autentica.
Dal punto di vista stilistico, Raccogliere il vento si distingue per una scrittura evocativa, densa e lirica, capace di alternare scene di forte tensione narrativa a momenti di riflessione dall’intenso valore simbolico. L’autrice dimostra una notevole capacità di creare atmosfera: la Linguadoca del romanzo è un luogo sospeso, attraversato da ombre e da bagliori, in cui la poesia diventa sostanza e strumento politico.
Luperini intreccia con abilità registri diversi — epico, introspettivo, politico, visionario — dando vita a un romanzo che colpisce tanto per la costruzione immaginifica quanto per la lucidità con cui affronta temi cruciali del nostro tempo: la manipolazione del potere, la forza delle idee, il ruolo della cultura nelle crisi collettive.
L’originalità dell’opera risiede proprio in questo incontro raro tra azione e introspezione, tra una trama solida e un respiro allegorico che invita il lettore a riflettere sul senso della resistenza, della parola e della responsabilità individuale.
Chi ha già letto le opere precedenti dell’autrice — Come spettri nel caligo e L’incantatore di angeli — ritroverà qui la stessa finezza linguistica e la sensibilità nel costruire atmosfere, insieme a un ampliamento significativo della dimensione epica e ideale.
Raccogliere il vento è un romanzo ideale per chi ama la narrativa che unisce storia e immaginazione, per i lettori che cercano storie capaci di emozionare e far pensare, e per chi desidera scoprire un’autrice che fa della parola un territorio di esplorazione morale e poetica.
Un libro intenso, visionario e profondamente umano, che resta nella mente e nell’animo molto dopo aver chiuso l’ultima pagina.
Recensione a cura di Salvatore Giordano