Descrizione
Vi siete mai chiesti da dove nascano le storie, le bugie e i sogni del nostro mondo?
Da qualche parte, nascosto tra le pieghe dell’universo, esiste un piccolo pianeta dove l’impossibile è reale e l’astratto si fa materia. Un luogo in cui perfino un automa può provare amore, e le canzoni camminano tra la gente. Per secoli, questo mondo ha vissuto sospeso tra incanto e follia, dove ogni miracolo si avverava e ogni menzogna diventava realtà. Fino al giorno in cui l’Apocalisse è calata dal cielo. Ora i castelli fluttuanti crollano, le macchine volanti si spengono, e stregoni e alieni si rifugiano sottoterra. Mentre l’ordine implode, Aaron, Nebula e Schelli si trovano a fronteggiare le nuove leggi dell’assurdo, in un mondo che corre verso la fine senza più logica né redenzione.
Mattia Motolese, nato a Torino il 6 giugno 2001, ha frequentato un istituto psicopedagogico dove, già allora, ascoltava la cattedra con un orecchio e viaggiava con la mente oltre i confini del possibile. Laureato in Scrittura Creativa alla Scuola Holden, dal 2022 si dedica a cortometraggi, fumetti e racconti di taglio visionario e distopico.






migliofra –
IA INNAMORATO ARTIFICIALE
di Mattia Motolese
Edizione NullaDie
Anno 2025
Pagine 260
Tra castelli fluttuanti, macchine volanti e canzoni d’altri tempi tre protagonisti un automa, una ragazza metafinsica e una scimmietta evanescente fronteggiano le nuove leggi dell’assurdo per la sopravvivenza dell’esistenza stessa.
La scrittura è veloce ed appassionata, il lettore viene avvolto dal racconto e tutto diviene reale. Un libro che si legge tutto d’un fiato quasi fosse un film che scorre sotto i proprio occhi.
ama.airola.rossa –
IA INNAMORATO ARTIFICIALE
di Mattia Motolese
Pagine: 260
VOTO: 🪐🪐🪐🪐/5
Ho avuto l’onore di essere la prima persona ad acquistare questo libro dell’autore, figlio di cari amici. Si potrebbe pensare che la mia recensione sia quindi di parte, ma in realtà sapete che sono un’anima oscura e che quindi non me ne frega nulla di dire ciò che penso.
Ho deciso infatti di partire subito dai “lati negativi”, ma prima una breve trama, giusto per avere un minimo di contesto.
Ci troviamo su un pianeta sconosciuto, il nostro protagonista è Aaron, una sorta di androide dotato di un’intelligenza artificiale di altissimo livello. Il pianeta è stato colpito da un disastro ed ogni forma di vita è quasi totalmente scomparsa. Aaron però è alla ricerca del suo creatore, il Dottor Lorenz Atlas, ed è disposto a tutto pur di ritrovarlo. Sul suo cammino però incrocia Nebula, una strana umana con poteri particolari e Schelli una specie di piccolo demone (molto molto puccioso, the best ovviamente!) i tre loro malgrado si troveranno avvinghiati nella missione e nelle svariate fughe e disastri che ne conseguono.
Io non sono un’amante della fantascienza, non solo non mi attira ma sono anche di un’ignoranza abissale per tutto ciò che riguarda la tecnologia e solitamente nella fantascienza ce n’è abbastanza. Quindi ovviamente il romanzo non appartiene al mio genere di confort e sicuramente qui di tecnologia ne troviamo parecchia, ammetto infatti di aver fatto molta fatica a seguire alcuni passaggi, ma si riesce (se siete come me) a mantenere ugualmente molto bene il filo della storia.
Storia intrisa di follia! L’autore infatti popola questo universo immaginario di creature davvero bizzarre e a volte molto ironiche, come lo Squadrone Agrumi, vi garantisco che non guarderete più un’arancia nello stesso modo dopo aver letto il testo! Non posso dilungarmi troppo sugli incontri dei nostri personaggi perché lo spoiler è dietro l’angolo, ma troverete un angelo decisamente poco angelico, un demone orribile ma molto paterno e un c4d4vere che ha ancora molto da dire, il tutto miscelato con accurata follia e precisione. La storia è intrisa di riferimenti alla storia della musica e del cinema, ma non vi preoccupate, l’autore ha inserito una piccola guida per poter comprendere meglio queste sfumature nel caso non conosceste alcune cose citate (ma sono sicura che molte salteranno all’occhio senza alcuna difficoltà).
La prosa è semplice ma ricca e a tratti quasi onirica. Sebbene, lo confesso, alcuni personaggi non mi siano stati particolarmente simpatici, ad esempio Aaron o Nebula in alcuni frangenti, si ha il desiderio continuo di svoltare pagina per scoprire come il gruppetto riuscirà a cavarsi dai guai.
L’autore ci butta in questo vortice di avvenimenti caotici per ricordarci quanto la fantasia sia fondamentale nella nostra vita e soprattutto quanto sia importante per i lettori non lasciare i nostri beniamini rinchiusi per sempre tra le pagine in cui sono vissuti.
Una storia che sebbene non avesse le caratteristiche perfette per una lettrice come me, si è rivelata non solo soddisfacente ma anche divertente. Sono davvero felice di aver avuto l’occasione di leggerla.