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Cristian Conti – Chiamo a deporre il corpo

Author: Cristian Conti
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ISBN: 9788869157172

Fascia di prezzo: da 9,00 € a 15,00 €

iCanti, Poesia Nulla Die, 125 pagine.

Categoria:

Descrizione

In Chiamo a deporre il corpo la parola poetica diventa atto e testimonianza.

Cristian Conti attraversa la fragilità dell’esistenza con un linguaggio che non concede riparo: ogni verso è un gesto necessario, una convocazione della carne e della memoria. La silloge si muove tra confessione e rito, tra ferita e rivelazione, restituendo una poesia insieme intima e corale. Il corpo diventa luogo di verità, spazio in cui si depositano le domande sul dolore, sul limite, sull’amore, sul mistero del vivere.

Con uno stile asciutto e luminoso nel suo attraversare l’ombra, Conti costruisce una voce che non cerca consolazione ma presenza: una poesia che, con rigore e maturità espressiva, si offre come esperienza.

Cristian Conti, nato nel 1969 a Rimini dove risiede, insegna lettere al liceo e conduce laboratori di scrittura e teatro. Ha partecipato a diversi concorsi di poesia e narrativa, ricevendo riconoscimenti in tali ambiti. Nel 2003 ha pubblicato il suo primo libro di poesia Il broglio delle icone per l’editore Il Vicolo, di Cesena.

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1 recensione per Cristian Conti – Chiamo a deporre il corpo

  1. Salvatore Giordano Admin

    Chiamo a deporre il corpo è una silloge che si muove sul confine sottile tra parola e testimonianza, tra esperienza individuale e interrogazione collettiva. I testi che la compongono non raccontano una storia in senso narrativo, ma costruiscono un percorso coerente e progressivo, in cui il corpo — chiamato, esposto, interrogato — diventa il luogo in cui la vita chiede di essere detta senza attenuazioni.

    La raccolta attraversa alcuni nuclei tematici centrali della poesia contemporanea: il dolore come dato non eludibile dell’esistenza, il limite, la fragilità dei legami, la tensione tra finitudine e desiderio di senso. Tuttavia, ciò che distingue questo libro non è tanto la scelta dei temi quanto il modo in cui essi vengono affrontati: senza compiacimento lirico, senza retorica, con una scrittura che tende costantemente all’essenziale.

    Lo stile di Cristian Conti è asciutto, sorvegliato, spesso teso. I versi rinunciano all’eccesso ornamentale per concentrarsi sulla precisione del gesto poetico. L’atmosfera che ne deriva è raccolta, a tratti severa, ma attraversata da una luce che non consola né giudica, bensì accompagna il lettore in un’esperienza di ascolto profondo. La poesia qui non rassicura: mette alla prova e chiede lo stesso ascolto che offre.

    Uno dei punti di forza della silloge è la sua coerenza interna. Chiamo a deporre il corpo appare come un’opera pensata nella sua interezza, in cui ogni testo dialoga con gli altri e contribuisce a un disegno complessivo. Il corpo, inteso non solo come materia fisica ma come luogo simbolico di memoria, ferita e responsabilità, attraversa l’intero libro come una presenza costante, mai ridotta a semplice metafora.

    Il volume si rivolge a lettori di poesia che cercano una voce autentica, non conciliatoria, capace di confrontarsi con le domande ultime dell’esistere senza scorciatoie emotive. Potrà interessare in particolare chi apprezza una poesia di ricerca, ma non astratta; rigorosa, ma profondamente umana.

    Cristian Conti, già attivo da anni nella scrittura e nella formazione, arriva a questa raccolta con una maturità espressiva evidente. Chiamo a deporre il corpo rappresenta un punto di sintesi di un percorso lungo e meditato, offrendo al lettore un libro che non si limita a essere letto, ma chiede di essere attraversato.

    Recensione a cura di Salvatore Giordano

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