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Danila Zangarini – La geometria della distanza

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ISBN: 9788869156892

Fascia di prezzo: da 9,00 € a 15,00 €

iCanti, poesia Nulla Die, 68 pagine.

Categoria:

Descrizione

Non esiste distanza che non lasci traccia, che non ci riscriva da capo.

La poesia di Danila Zangarini si muove con passo lieve e deciso tra corpi che si cercano, madri che si interrogano, amori che si sfibrano e rinascite silenziose. La geometria della distanza è una raccolta di versi intimi e universali, in cui l’esperienza quotidiana si trasfigura in forma poetica senza mai smarrire la sua carne, la sua verità. Ogni poesia è una misura del tempo e dello spazio che ci separano — o ci uniscono — agli altri, a noi stessi, a ciò che non torna. La scrittura è limpida, necessaria, capace di aprire squarci in cui il lettore si riconosce senza difese.

Una voce nuova, matura, che segna con grazia e fermezza il suo passo nel panorama della poesia contemporanea.

Danila Zangarini è nata a Genova nel 1974, dove vive e lavora. Insegnante, da sempre appassionata di scrittura, ha coltivato la poesia come spazio personale e creativo. La geometria della distanza è la sua prima raccolta.

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1 recensione per Danila Zangarini – La geometria della distanza

  1. Salvatore Giordano Admin

    Recensione di La geometria della distanza di Danila Zangarini
    a cura di Salvatore Giordano

    C’è una poesia che non grida ma si fa sentire con forza, che non ostenta ma rivela, che non insegue il virtuosismo linguistico ma si affida alla verità dei sentimenti, alla misura del dolore e all’intensità del desiderio: è questo il tono che attraversa La geometria della distanza, esordio poetico di Danila Zangarini. Una raccolta sorprendente per maturità espressiva e coerenza stilistica, capace di tenere insieme la carne e il pensiero, l’urgenza e la compostezza.

    Il titolo è già una dichiarazione di poetica: la distanza, in queste pagine, non è solo uno spazio fisico o emotivo, ma un principio strutturante. È la materia stessa del vivere — e dello scrivere. Ogni poesia, infatti, è un tentativo di misurare quella distanza: tra sé e l’altro, tra sé e sé, tra ciò che si è amato e ciò che resta. Ma è anche, al tempo stesso, un tentativo di attraversarla.

    Le tematiche sono quelle dell’esistenza quotidiana, ma trasfigurate da uno sguardo capace di precisione lirica e di tenerezza feroce: la separazione, il corpo, la maternità, la perdita, l’eros, la fatica di esserci. L’autrice non cede mai al sentimentalismo né al compiacimento; c’è sempre una sorveglianza del tono, una consapevolezza della forma. La parola, mai urlata, si carica di potenza proprio nella sua essenzialità.

    Molti testi colpiscono per nitore e intensità: Falena, Sparire, 22 marzo, Sul fondo sono solo alcuni esempi di come Zangarini sappia rendere visibile l’invisibile, materia l’emozione. Il verso libero si piega alle esigenze del contenuto, senza rigidità, lasciando che la musica interna della lingua emerga naturalmente. C’è un equilibrio raro tra delicatezza e determinazione, tra l’abbandono alla fragilità e il bisogno di riscatto.

    Al cuore del libro sembra esserci una forma di fedeltà: non a un’estetica, ma a un’esperienza, a una verità intima da custodire e restituire. La voce poetica è personale, riconoscibile, e proprio per questo riesce a diventare universale. In un panorama spesso affollato da scritture criptiche o autoreferenziali, La geometria della distanza spicca per chiarezza e profondità.

    Non è un libro che vuole dimostrare qualcosa. È un libro che accompagna, che si lascia leggere e rileggere, capace di aprire spazi interiori nel lettore. Zangarini non chiede di essere ammirata: chiede, semplicemente, di essere ascoltata. E chi saprà ascoltarla, troverà in queste pagine un canto autentico, una compagnia preziosa, e forse — almeno per un attimo — una tregua.

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