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Elena Micheletti – A casa mia non si muore mai

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ISBN: 9788869156953

Fascia di prezzo: da 9,00 € a 15,00 €

iCanti, Poesia Nulla Die, 58 pagine.

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Descrizione

Con A casa mia non si muore mai, Elena Micheletti ci consegna una poesia frontale, che non teme il trauma né la memoria, ma li attraversa fino al midollo.

Un libro denso e viscerale, dove il lutto familiare e la sopravvivenza quotidiana diventano materia incandescente, linguaggio urgente. I versi si fanno corpo e respiro, si sporgono sull’orlo del silenzio, chiamano per nome l’assenza, la malattia, la perdita, la rabbia muta, la tenerezza insperata. Una raccolta che non si consola, ma cerca ostinatamente di dire la verità delle cose, anche quando fa male. Anche quando non consola nessuno.

Una voce limpida e feroce, che aggiunge alla poesia italiana contemporanea un tassello necessario.

Elena Micheletti (Ancona, 1987) ha pubblicato Coazione a ripetere (Nulla Die, 2020). Laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna, insegna Italiano e Storia nella scuola secondaria. Vive e scrive tra le Marche e l’altrove.

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1 recensione per Elena Micheletti – A casa mia non si muore mai

  1. Salvatore Giordano Admin

    Con A casa mia non si muore mai, Elena Micheletti firma una silloge che è insieme confessione, atto di resistenza e rito di memoria. La sua poesia si muove lungo un crinale sottile, quello che separa la vita dalla sua ombra, l’amore dal trauma, la preghiera dalla bestemmia.

    La lingua è diretta, scabra, mai compiacente: procede per fenditure, immagini improvvise, accensioni liriche che subito vengono spezzate da un tono colloquiale, da un’ironia amara, da una brusca immersione nel quotidiano. In questa tensione fra registri si manifesta la forza della sua voce poetica, capace di restituire la verità dell’esperienza senza filtri né consolazioni.

    I testi si dispongono come una mappa di ferite: la morte di un padre, la malattia, le eredità familiari, la difficoltà di nominare ciò che fa male. Ma non c’è mai compiacimento nel dolore: la scrittura cerca piuttosto un linguaggio per sopravvivere, per restare in piedi “quando il mondo crolla nell’ora di pranzo e nessuno ha più fame”.

    Il titolo stesso, A casa mia non si muore mai, è già dichiarazione poetica: l’impossibilità della morte si traduce in una sospensione continua, in un vivere che è attesa, memoria, ritorno del trauma. La casa diventa spazio mitico, claustrofobico e affettivo insieme, dove i corpi e le parole si radunano come in una veglia interminabile.

    Con questa seconda prova poetica, dopo Coazione a ripetere (Nulla Die, 2020), Micheletti conferma una voce originale e riconoscibile nel panorama della poesia contemporanea: una voce che osa guardare la perdita senza arretrare, che non cerca scorciatoie consolatorie, ma si affida alla precisione del verso per rendere dicibile l’indicibile.

    Una poesia che non si accontenta di parlare della morte, ma che ci costringe a sentire cosa significa vivere comunque, restando, nonostante tutto.

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