Descrizione
Volevo essere re è una silloge in tre atti che mette in scena il desiderio di voce, di presenza, di riconoscimento.
La figura del “re” attraversa i testi come un’immagine mobile e ambigua: non emblema di dominio, ma tensione verso un centro, verso una parola capace di tenere insieme fragilità e ambizione.
I testi si dispongono secondo una progressione precisa, in cui il canto prende forma attraverso passaggi successivi, mutando postura e ritmo. La lingua, attenta e controllata, alterna slanci e arresti, costruendo un percorso che invita il lettore a seguire non una storia, ma un movimento interiore.
In Volevo essere re la poesia diventa spazio di prova e di ascolto, un luogo in cui la voce si espone senza retorica e trova nella forma il proprio equilibrio. Una silloge che chiede di essere attraversata, atto dopo atto, fino al punto in cui il canto prende corpo.
Giacomo Buzzi, (Lugo di Romagna, 1° maggio 1999) è poeta e scrittore. Con Nulla die ha pubblicato Santi Sudici Suicidi e Suciedad y Éxtasis.








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