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Luca Zannese – Dicerie del tempo immobile

Author: Luca Zannese
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ISBN: 9788869156830

Fascia di prezzo: da 9,00 € a 15,00 €

iCanti, poesia Nulla Die, 108 pagine.

Categoria:

Descrizione

Fruscio di radio lontane, voci disperse, paesi piccoli e giorni in attesa: Dicerie del tempo immobile è una lunga ballata delle radici e del futuro, dove il tempo non scorre ma si addensa, si fa verbo, memoria e umanità. Tra strade sterrate e cortili, stazioni e giardini, lenzuola al vento e scarpe consumate, la poesia restituisce la materia viva dei giorni semplici: storie rimasticate, cenni e sussurri, amori spezzati o colmi d’incanto, orologi fermi e passi leggeri. Ogni gesto, ogni parola, ogni volto diventano traccia e promessa, ritaglio di permanenza nell’ordinario.

Un libro da ascoltare ad alta voce, come un’eco collettiva che riverbera la memoria di una comunità e non lascia fuori nessuno.

Luca Zannese, friulano di Pordenone (classe 1970), insegna materie letterarie da oltre vent’anni.

Attualmente lavora presso il CPIA con adulti stranieri, dopo esperienze d’insegnamento ad Alessandria d’Egitto, Lagos e Bogotá. Nel 2022 ha pubblicato per Nulla die la silloge Altre carte di Ka.

Dicerie del tempo immobile è la sua nuova raccolta.

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1 recensione per Luca Zannese – Dicerie del tempo immobile

  1. Salvatore Giordano Admin

    Recensione a cura di Salvatore Giordano per
    Dicerie del tempo immobile di Luca Zannese

    Dicerie del tempo immobile è un libro che si sottrae ai ritmi rapidi con cui oggi consumiamo le parole. La poesia di Luca Zannese si muove invece nella direzione opposta: accoglie la lentezza, la custodisce e la trasforma in una possibilità di ascolto. Fin dalle prime pagine è chiaro che non siamo davanti a una raccolta che chiede di essere “letta”: chiede, piuttosto, di essere ascoltata. Di essere abitata.
    Zannese costruisce la sua geografia interiore attraverso ciò che potremmo chiamare una “microfisica degli affetti”: piccoli paesi, strade sterrate, cortili, stazioni, gesti quotidiani che tornano a farsi segni di riconoscimento in un mondo che cambia troppo in fretta. La sua poesia testimonia che la memoria non è un esercizio nostalgico, ma un modo di restare presenti: un atto di resistenza lieve e tenace.
    Il tempo, qui, non scorre. Si addensa. È tempo che rimane nei dettagli: nel fruscio delle radio lontane, nei profumi che non si dimenticano, nelle mani che conservano lavori, cura, fatica. Ogni verso sembra trattenere il respiro di qualcosa che rischia di non esserci più, come se la poesia potesse salvare — non tutto, ma qualcosa di essenziale.
    C’è nelle Dicerie una coralità discreta e mai invadente. I volti, le case, gli scenari che attraversano questi testi non hanno bisogno di essere nominati per esistere: basta che affiorino. E quando affiorano lo fanno con una precisione che non è realistica, ma umana. L’autore sa che la poesia è innanzitutto un modo di abitare la propria comunità, anche quando se n’è distanti. Per questo i suoi versi hanno spesso l’impronta di un ritorno, di un passaggio che riconnette ciò che sembrava disperdersi.
    La lingua di Zannese è sobria, limpida, ma capace di improvvise aperture liriche. Non cerca virtuosismi: cerca fedeltà. Fedeltà alla voce, ai ricordi, alla materia minima dei giorni. Ed è proprio questa misura, questa attenzione minuta e rispettosa, che dà forza alla raccolta.
    Dicerie del tempo immobile è un libro che non urla: dice. E nel dire, restituisce al lettore il senso di una continuità possibile, un ritmo più umano con cui stare nel mondo. È un’opera che si inserisce con coerenza nella collana iCanti, perché riconosce alla poesia una funzione antica e sempre urgente: custodire la traccia di ciò che siamo mentre tutto cambia.

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