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Gian Maria Zapelli – Andare anche altrove

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ISBN: 9788869157264

Fascia di prezzo: da 10,80 € a 18,00 €

Nuovo Ateneo, saggi Nulla Die, 216 pagine.

Descrizione

Conversare con sé stessi è affrontare un cammino, che risale lungo i paesaggi e le pareti del proprio mondo interiore, incontrando “bivacchi psicologici”, dove fermarsi per interrogarsi. Andare anche altrove accompagna nella conversazione personale di questo cammino. Fondendo psicologia, neuroscienze e osservazione della vita quotidiana, Gian Maria Zapelli esplora la natura molteplice della propria identità, indagando come inconscio, abitudini, desideri ed emozioni compongano il movimento esistenziale differente in ogni persona.

Non un manuale di auto-aiuto, né un trattato accademico, ma un libro-mappa, per chi avverte il bisogno di rallentare e concedersi la possibilità di avvicinare esperienze ancor più solide di presenza a sé stessi e autenticità.

Gian Maria Zapelli (1960) è stato fondatore di un’affermata società di coaching e counseling. Autore di numerosi saggi di psicologia dedicati allo sviluppo emotivo e relazionali. Nel suo approccio integra psicologia clinica ed evidenze delle neuroscienze. Scrive e pubblica anche poesia. Per Nulla die ha pubblicato Attraverso le crepe e Il silenzio tra le parole.

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1 recensione per Gian Maria Zapelli – Andare anche altrove

  1. Salvatore Giordano Admin

    Andare anche altrove di Gian Maria Zapelli è un libro che invita a sostare. Non nel senso dell’arresto, ma in quello più fertile della pausa consapevole: un momento di raccoglimento lungo il cammino dell’esistenza, in cui fermarsi a osservare con maggiore lucidità i propri pensieri, le proprie parole e le forme con cui interpretiamo la realtà.

    Il testo si sviluppa come una sequenza di “bivacchi psicologici”, brevi soste di riflessione che accompagnano il lettore lungo un itinerario interiore fatto di domande, intuizioni e piccoli scarti di prospettiva. Zapelli non costruisce un percorso lineare né propone risposte definitive: preferisce piuttosto aprire spazi di consapevolezza, mostrando come molte delle convinzioni che guidano la nostra vita siano in realtà narrazioni interiori, spesso inconsapevoli, che possono essere riconosciute, interrogate e talvolta trasformate.

    Muovendosi con naturalezza tra psicologia, filosofia e osservazione dell’esperienza quotidiana, l’autore esplora temi centrali dell’identità contemporanea: il rapporto tra linguaggio e percezione di sé, il dialogo tra coscienza e inconscio, la tensione tra abitudine e cambiamento, il bisogno di autenticità che attraversa la vita individuale. Ne emerge un discorso lucido e meditativo, capace di parlare al lettore senza assumere i toni prescrittivi del manuale né quelli distaccati del saggio accademico.

    Lo stile di Zapelli è sobrio e riflessivo, costruito su una prosa limpida che privilegia la chiarezza e la precisione del pensiero. L’atmosfera del libro è quella di una conversazione calma e profonda, in cui ogni pagina sembra offrire una piccola soglia da attraversare: un invito a riconsiderare le parole che usiamo per raccontarci e i significati che attribuiamo alla nostra esperienza.

    In questo equilibrio tra rigore e accessibilità risiede uno dei principali punti di forza dell’opera. Andare anche altrove non è un libro di auto-aiuto nel senso più diffuso del termine, né un trattato teorico: è piuttosto una guida discreta alla riflessione personale, una mappa che suggerisce direzioni senza imporre itinerari.

    Il volume si rivolge a lettori interessati alla psicologia della vita quotidiana, alla crescita personale e alla dimensione più intima del pensiero filosofico. Piacerà in particolare a chi cerca una lettura capace di accompagnare la riflessione individuale senza semplificazioni né formule rapide, ma con uno sguardo attento alla complessità dell’esperienza umana.

    Con questo nuovo lavoro Gian Maria Zapelli prosegue un percorso di ricerca che attraversa da anni la sua produzione saggistica. Fondatore e responsabile di una società di coaching e counselling, l’autore ha dedicato numerosi libri allo sviluppo emotivo e relazionale, integrando psicologia clinica e riflessione sulle neuroscienze. In Andare anche altrove questa esperienza si traduce in un libro maturo e meditato, capace di offrire al lettore non tanto risposte quanto strumenti per formulare domande più consapevoli.

    Un invito, in definitiva, a concedersi il tempo di guardare con maggiore onestà dentro di sé e, quando necessario, trovare il coraggio di spostare lo sguardo — e il passo — verso altre possibilità.

    Recensione a cura di Salvatore Giordano

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